SU e GIU’ –  UP & DOWN – ARRIBA y ABAJO – HAUT et BAS – 上下 – OMHOOG en OMLAAG – Вверх и вниз – NACH OBEN und UNTEN

Il giorno che ho scoperto di essere bipolare è stato un giorno molto strano… non che quelli trascorsi fin lì fossero stati da meno, ma diciamo che erano i contenuti a renderli diversamente strani… diciamo così… Fino a quel giorno di circa sei anni fa era stato un continuo anniichilirsi annichilire ciò cheTequila Sale Y Limon provavo immergendo il cervello in un bicchierino di Josè Cuervo Espcial (quella gialla…) o nell’oblio di quealche polverina possibilmente dagli effetti sedativi. Non ho mai amato eccessivamente ciò che eccitava, diciamo che non ne avevo bisogno e che anzi contribuiva solo ad aumentare le mie paure, a incrementare la quantità di pareti al labirinto emozionale in cui ero stato recluso, insomma, se non c’era altro andava bene pure quello, però… Il dictat era: ANNIENTA la lucidità – ANNIENTA la ragione – ANNIENTA la bestia che divora lentamente la tua anima, e la sola arma a tua disposizione è lo stordimento! Purtroppo non sapevo che stavo solo complicando le cose, che avrei dovuto combattere molto di più, che sarei passato da dipendenze (illegali) ad altre (legali). Ma se questo è il prezzo da pagare per una vita degna di questo nome o anche solo per una vita sono pronto a pagarlo… cash! Comunque quel fatidico giorno di sei anni fa mi ritrovai nello studio di uno pasichiatra estremamente conosciuto, nel quale, confesso, non riponevo grande fiducia considerando che altri prima di lui avevano azzardato diagnosi e terapie con il solo risultato che non c’era stato risultato… Casomai un peggioramento. Proprio il precedente – tra l’altro allievo di uno dei più famoi psichiatri italiani -, dopo una visita di una decina di minuti in cui faceva solo finta di ascoltare quel che dicevo, mi aveva prescritto un antidepressivo (il Fevarin, me lo ricordo ancora…) e con una stretta di mano mi aveva rispedito al mio dolore. Cominciai ad assumere queste compresse e dopo un paio di giorni mi ritrovai nel pieno della fase maniacale. Il problema? Un antidepresivo senza stabilizzatore dell’umore equivale, per un bipolare, ad una pera di coca il cui efetto duri però giorni/settimane/mesi! Così, di corsa, i miei mi portarono da questo nuovo medico che per la prima volta ascoltò quello che usciva dalla mia bocca elaborato dalla mia mente e alla fine della vistita mi diagnosticò il Disturbo Bipolare III in concomitanza a dipendenza da sostanze e alcool. WOW! Direte voi! WOW! Effettivamente! Ma d’altro canto se fino a quel giorno il caos aveva imperversato nella mia vita e soprattutto in me; adesso le cose avrebbero potuto cambiare il loro corso. Sinceramente lì per lì non è che fossi totalmente lucido da comprendere annessi e connessi della situazione, ma ricordo con chiarezza un senso d’immobilità, in un certo senso di serenità. Finalmente tutto quello che era successo nei precedenti 8-10 anni acquistava un significato! Finalmente non avrebbero più potuto pensare o dire che ero uno svogliato a cui non interessava nulla se non sballarsi! Finalmente sapevo che c’era qualcosa a causare quell’immenso dolore, vuoto, quell’ansia che aggrovigliava le budella, quel non sapere mai come sarebbe stata la giornata, quel passare repentinamente da uno stato di calma ad uno di rabbia. Finalmente, ora, sapevo chi cobattere! Ero bipolare e avrei dovuto cominciare a capire cosa volesse precisamente dire. La mia vita sarebbe cambiata e prima che ciò iniziasse ad essere visibile ci sarebbero voluti degli anni. Ma quello che più mi ha condizionato sono state indubbiamente le sostanze che hanno reso il cammino molto più difficile lasciando sulla via buche profonde, spesso non perfettamente colmabili. Il corpo, il fisico ricorda, e mi ricorda ancora e lo farà per sempre, quel che è successo: come un invalido che abbia perso un arto e continui a sentirne però il dolore. La sindrome dell’arto fantasma… Quel giorno lentamente comiciava a scomparire il discontrollo degli impulsi, dei miei sentimenti e si generava la consapevolezza di me, di quando ero ABAJO e quando ARRIBA! Perchè nessun farmaco del mondo – ancora perlomeno – sarebbe in grado di ridonarmi un equilibrio “normale”, ma indubbiamente depotenziarne le BI-Paul Klee - Funambolopropulsioni, sì. Se prima il cervello mi avrebbe eiettato a +/- 1000 m. nello spazio dell’umore (secondo il periodo), l’attuale potenza non mi spinge più in là di +/- 3/400 m. (per dare un idea puramente immaginifica: la norma potremmo posizionarla attorno a +/- 100/150 m.). Con il tempo ho accettato di essere bipolare e ho accettato la terapia e con essa l’idea che sarà una compagna fino a che morte non ci separi… Ma non si tratta di semplice accettazione, no! Si tratta piuttosto di comprensione, di aver cioè compreso la sua importanza, la sua necessità; di aver compreso che prenderla mi offre la possibilità di una vita migliore anche se questo mi vincola alla sua gestione. Il Litio e il Depakin sono per me un po’ come l’asta per l’equilibrista e il metadone la rete di sicurezza. Quest’ultimo infatti, proprio come la rete, prima o dopo potrà essere tolto, mentre l’asta rimarrà compagna fedele del funambolo durante tutta la sua carriera..

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